Ultima modifica: 27 novembre 2012
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Documento dei Docenti

LICEO CLASSICO “T. TASSO”
di SALERNO
Documento dei Docenti



I docenti del Liceo Classico “T. Tasso” di Salerno dicono:

NO al ddl 953 sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche” che prevede la riforma degli organi collegiali con l’entrata di soggetti privati che, in ragione del loro finanziamento, potrebbero influenzare le scelte educative e didattiche degli istituti scolastici, limitando l’autonomia statutaria di ogni scuola e creando forti disparità tra scuole “più appetibili” e scuole “meno appetibili” con la conseguente probabile diminuzione dell’ampia offerta formativa attualmente presente sul territorio nazionale, penalizzante la libera scelta dei nostri figli.
• La creazione del Consiglio dell’Autonomia, che andrebbe a sostituire il Consiglio di Istituto, prevede la possibilità di integrare la composizione dell’organo collegiale con «membri esterni, scelti fra le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, in numero non superiore a 2 (art. 4 c.1)»; l’opportunità di «ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico delle loro attività», «soggetti sia pubblici che privati, …, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni no profit (art. 10 c. 2)» potrebbe determinare l’inserimento di tali soggetti tra i “membri esterni” del Consiglio dell’Autonomia e implicitamente condizionarne le scelte;
• ogni Consiglio dell’Autonomia elaborerebbe uno «Statuto autonomo», diverso per ciascuna scuola italiana, che regolamenterebbe l’amministrazione dell’Istituto, la strutturazione degli organi interni, nonché le delicate relazioni tra le diverse componenti che ne fanno parte; lo Statuto autonomo di ogni singola scuola scavalcherebbe le competenze didattiche dei docenti e la loro libertà di insegnamento, perché stabilirebbe «la composizione e le modalità della necessaria partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe (art. 6 c. 4)».
 
NO al Decreto di Stabilità che, mentre toglie finanziamenti alla scuola statale, mantiene intatti i finanziamenti statali alla scuola privata e paritaria, creando un’ingiustificata disparità, in violazione palese del dettato costituzionale. Art. 33 della Costituzione « … La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato».


NO al mancato rinnovo del contratto, al blocco degli scatti di anzianità, ai tagli di organico da anni operanti, alla diminuzione dei diritti dei disabili, alle funzioni superiori sottopagate.


NO all’art. 13 del D.L. 95 del 06/07/2012, convertito in legge n.135 del 07/08/2012, che prevede il passaggio dei docenti inidonei, categoria più debole (parenti di malati o malati essi stessi), nei ruoli del personale Amministrativo e Tecnico disconoscendo anche le professionalità acquisite del personale già in servizio.


Restituiamo dignità al docente il cui lavoro non si esaurisce nelle 18 ore di lezione frontale, ma comprende preparazione e correzione delle verifiche scritte, formalizzazione delle valutazioni, preparazione delle lezioni, autoaggiornamento, ore di ricevimento dei genitori in orario antimeridiano, incontri scuola-famiglia in orario pomeridiano, colloqui con gli alunni, partecipazione ai consigli di classe, ai collegi dei docenti, alle riunioni di dipartimento, scrutini, esami, programmazione disciplinare e interdisciplinare, verbalizzazione delle riunioni, somministrazione e correzione prove INVALSI, disamina dei libri di testo, viaggi d’istruzione e visite guidate …… .
Valorizziamo ogni singolo alunno da Nord a Sud, senza disparità tra scuole “virtuose” e scuole “non virtuose”, tra maggiori o minori opportunità, tra maggiori o minori diritti, tra categorie privilegiate e categorie non privilegiate. Art. 34 della Costituzione «La scuola è aperta a tutti. … I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».
 
LA SCUOLA È PER TUTTI E PER CIASCUNO!
SALVIAMO LA SCUOLA PUBBLICA!


N.B.
Documento pubblicato dal Dirigente Scolastico sul sito web dell’istituto su richiesta del Collegio dei docenti.

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